ORVIETO CITTA' UNITA

The big sculpure by Prof.Livio Orazio Valentini

La Grande Scultura è stata realizzata dal Prof. Valentini in collaborazione con la scuola d'Arte Ceramica "Romano Ranieri" di Deruta e Forni Ficola. Due anni passati tra progettazione, realizzazione e relativa istallazione. Un opera permanente nella rotonda di Orvieto Scalo (PG) Italia

The Structure
Scultori Valentini e Boccini
First Tile
Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
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Scultori Valentini e Boccini
Detail
Scultori Valentini e Boccini
"Emanuele e le vertigini"
Scultori Valentini e Boccini
"Emiliano in gabbia"
Scultori Valentini e Boccini
"Fabio in gabbia"
Scultori Valentini e Boccini
"il gruista"
Scultori Valentini e Boccini
"venitemi a prendere"
Scultori Valentini e Boccini
si parte con il rame
Scultori Valentini e Boccini
Copper 1
Scultori Valentini e Boccini
Copper 2
Scultori Valentini e Boccini
Landscape
Scultori Valentini e Boccini
Landscape
Scultori Valentini e Boccini
Valentini.... tutto sotto controllo
Scultori Valentini e Boccini
Lo staff tecnico
Scultori Valentini e Boccini
c'è qualcosa che non và
Scultori Valentini e Boccini
heiii lagiùùùù.....
Scultori Valentini e Boccini
"riposiamoci"
Scultori Valentini e Boccini
" Aiuutoooo"
Scultori Valentini e Boccini
Panoramica dalla cima della scultura
Scultori Valentini e Boccini
.....
Scultori Valentini e Boccini
rame 3
Scultori Valentini e Boccini
LIVIO ORAZIO VALENTINI
Scultori Valentini e Boccini
"sopraTtutto"
Scultori Valentini e Boccini
Vinicio e Nicola: assemblano
Scultori Valentini e Boccini
Il C.L.S che Collabora
Scultori Valentini e Boccini
Il Messicano
Scultori Valentini e Boccini
Particolare
Scultori Valentini e Boccini
Inaugurazione: la scuola al completo
Scultori Valentini e Boccini

Inaugurazione 09/06/2004

CITTA’ UNITA”: Mercoledì 9 giugno p.v. alle ore 22,00 presso la sede del Centro Sociale di Orvieto Scalo, il Sindaco Stefano Cimicchi e l’artista Livio Orazio Valentini insieme con il critico d’arte Giorgio Di Genova, discuteranno sul significato dell’opera che il Maestro ha dedicato ad Orvieto.
• al termine verrà scoperta la struttura simbolica realizzata dall’Artista orvietano collocata ad Orvieto Scalo, al centro della rotonda d’ingresso alla città.
• “L’impegno e la capacità creativa per conservare e costruire” è il tema sintetizzato da Livio Orazio Valentini nella composizione dell’opera. Il “segno” dell’esperienza ultraventennale di recupero e valorizzazione della Rupe e della Città.
In questi, ad Orvieto Scalo, al centro della rotonda d’ingresso alla città è stata ultimata l’installazione dell’OPERA CERAMICA che l’artista orvietano, Livio Orazio Valentini ha dedicato alla “Città Unita”, ad Orvieto.
L’opera verrà scoperta Mercoledì 9 giugno p.v. al termine della conversazione sul significato dell’opera, che avrà luogo con inizio alle ore 22,00 presso la sede del Centro Sociale di Orvieto Scalo, animata dal Sindaco, Stefano Cimicchi, dal Maestro Livio Orazio Valentini e dal critico d’arte Giorgio Di Genova.
Il Sindaco, Stefano Cimicchi, coglierà l’occasione – fortemente voluta – per salutare la Città ed i cittadini con una testimonianza sui percorsi politici, socio-culturali e amministrativi che, da decenni, stanno conducendo Orvieto da città antica – isolata – dal vecchio contesto territoriale, nella nuova condizione di città unita con il suo ambito vasto.
Città Unita” sintetizza “L’impegno e la capacità creativa per conservare e costruire” che, all’indomani delle accelerazioni impresse alle opere di consolidamento della Rupe e alla bonifica delle aree interessate, conclude un ciclo significativo della storia recente della Città di Orvieto. Anni di lavoro anche di confronto sui temi del consolidamento e del recupero ambientale e strutturale: indagini, esami, lettura storica che – attraverso l’opera di Livio Orazio Valentini – vengono portate all’attenzione di chi distrattamente passa sotto al grande monumento naturale che è la Rupe di Orvieto.
Un “segno”, dunque, l’opera realizzata da Valentini per ricordare nel presente e nel futuro, un’esperienza significativa che ha impegnato questa città, a tutti i livelli, negli ultimi venti anni, tra il Novecento e l’inizio del nuovo millennio. Un segno per la memoria recente e quella della storia futura di Orvieto che, da quell’esperienza ha iniziato un percorso verso un Nuovo Rinascimento, un nuovo Umanesimo.
I templi, le tombe, le ardite opere di captazione delle acque del periodo etrusco, le opere monumentali del periodo medievale, i palazzi e le abitazioni di tutti i secoli successivi, hanno – nella natura dei materiali e nella geometria delle loro fondazioni – strette connessioni con la materia del promontorio: argilla, tufo, pozzolana. Da oltre venticinque secoli, l’uomo si è misurato per tenere integra e solidale questa massa naturale arricchendola in superficie, di strutture sobri e raffinate, ponendo lo stesso impegno per contrastare il degrado della roccia di tufo.
Livio Orazio Valentini ha quindi simboleggiato la città nella sfida quotidiana nel confronto con la natura. La scelta del materiale per la realizzazione dell’opera, è stata lunga ed importante: il tufo, troppo fragile e poco adatto a rappresentare la raffinatezza tecnologica prodotta nel tempo;il bronzo, troppo omogeneo e semplificativo rispetto alla complessità delle tecnologie applicate sopra e sulla Rupe. La scelta è caduta sull’impiego degli stessi materiali causa e rimedio del dissesto e del recupero, ovvero: argilla e acciaio.
Il risultato è una grande struttura in ceramica interamente supportata da vari tipi di acciaio che da elementi di grandi dimensioni si ramificano in elementi sottili che penetrano in modo elastico nella materia rigida sostenendola e proteggendola dalle escursioni termiche e dalla spinta del vento. Questo contributo si materializza all’esterno nella presenza di grosse fasce metalliche che fuoriescono dalla struttura e cingono l’intera opera nella parte centrale a rappresentare l’elasticità di un sistema originariamente rigido: il masso di tufo (scultura naturale) sul piede di argilla, infisso di elementi tecnologici eccellenti e sormontato dall’opera minuziosa dell’uomo (le costruzioni sul pianoro).

Sostiene il critico d’arte Giorgio Di Genova: “Valentini, mettendo a frutto la lezione della scomposizione cubista e le sollecitazioni dell’arte informale, ha saputo scardinare i vieti criteri che ancora pesavano sulla produzione ceramistica. Le sue terre refrattarie si sono liberamente articolate con esiti originalmente innovativi, mentre le superfici colorate sono state tatuate da segni e graffiti. Ormai l’opzione pittorica s’è talmente introiettata nell’attività del Livio Orazio ceramista da divenire intercambiabile, nel senso che il l’artista quasi inavvertitamente è giunto a far pittura con la ceramica ed a far scultura con la pittura…Livio Orazio Valentini da autentico umbro ricongiunge mens e corpus nel suo operare, spiritualizzando la fisicità della terracotta conla pittura e dando la concretezza della terracotta alla pittura, con una ricchezza di inflessioni e di soluzioni che con gli anni si sono fatte sempre più stilisticamente essenziali. Pertanto, più coinvolgenti e convincenti, sul piano estetico”.

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