AZIONE CONCRETA
Sabato 17 giugno, in concomitanza con l’apertura ufficiale della Festa Internazionale della Ceramica di Montelupo, viene inaugurata Azione conCreta,una mostra dedicata a due artisti giovani, ma già conosciuti fra gli appassionati di ceramica contemporanea.
Techne Contemporanea Galleria d’Arte presenta, infatti, i lavori di Nicola Boccini e Lorenzo Giusto Acquaviva con una esposizione che durerà fino al 10 settembre 2006.
Il lavoro dei due artisti viene presentato dal critico Luciano Marziano, il cui contributo è pubblicato nel catalogo della mostra.
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Nicola Boccini, dopo una formazione classica, sia da ceramista che da pittore, arricchisce la sua proposta artistica con opere di assoluto valore sperimentale e innovativo. La sua ricerca parte dalla conoscenza approfondita di tutte le tecniche di lavorazione dell’argilla e vira verso una personalissima reinterpretazione di esse. Tuttavia il suo percorso creativo, che si concentra sulla sfida tecnica, quasi voler sondare l’estremo limite della materia, non è puro virtuosismo ma sulle orme degli alchimisti rinascimentali permea la materia e raggiunge l’essenza.
Le sue opere sono FormAzioni ovvero azioni sulla forma: Boccini interviene sulle tradizionali forme a piatto come i pittori gestuali intervengono sulla tela. Anche qui la casualità del gesto è calcolata tanto che le sue opere sono piene di equilibrio e armonia. La gestualità consiste nel fiondare piccole sfere di argilla morbida ricche di ossidi.
Le sfere, schiantandosi, formano i crateri che movimentano la superficie gia modellata dell’opera. La successiva cottura rende ancora più chiaro il pensiero e l’espressione artistica: qua e là affiorano brandelli di terracotta non smaltata, sebbene l’opera risplenda per la magia dei riflessi metallici. In qualche caso la calcolata casualità viene arginata con un intervento più invasivo dell’artista che graffia la superficie burrosa centrale del piatto.
Lorenzo Giusto Acquaviva non lascia spazio alla casualità, ma preferisce tormentare la materia tirandola e incidendola. Le sue forme, ancora una volta tradizionali vasi o catini o piatti, perdono il loro aspetto definito per diventare oggetti informali e astratti caratterizzati da un violento espressionismo.
Per far emergere tutta la sua esuberanza, Giusto Acquaviva affonda le mani nell’argilla morbida, lasciando traccia profonda del percorso delle dita. La materia in eccesso viene tirata in alto in fiammeggianti punte e talora le forme si svuotano fino a lasciare vere e proprie lacerazioni.
Non sempre l’intervento è così violento, talvolta Giusto Acquaviva procede per via di mettere: movimenta la superficie pizzicata, aggiungendo anelli irregolari o componendo frammenti di opere rotte.
L’impatto emotivo che raggiunge modellando l’argilla, lo ottiene anche accostando materiali industriali (lastre di piombo, parti di forno, stecche in refrattario, plexiglass) alla preziosità degli smalti rosso, oro e platino, cotti a temperature altissime e per questo sgranati in tessere irregolari. Sono proprio gli smalti opulenti la cifra caratteristica delle sue opere, dove la violenza materica, invece di dissolversi, si accentua per effetto della luce riflessa sulla superficie irregolare e brillante.
Elena Nesti |
Le ragioni della contemporaneità |
La titolazione delle opere di Nicola Boccini e Lorenzo Giusto Acquaviva, (per il primo il termine forma, per il secondo quello di immagine) oltre al valore simbolico, enuncia un aggancio con la modernità delle procedure artistiche.
I due giovani artisti elaborano un programma di lavoro, che si sviluppa nell’ acquisizione dei dati essenziali della sperimentazione e verifica del primario rapporto con la specificità della materia, le implicazioni e possibilità espressive al di là di una ovvietà rappresentativa.
Gli oggetti prodotti sono microcosmi con i quali vengono revocati in causa gli atti o le azioni primarie (non a caso Boccini combina forma con azione), l’impatto manipolatorio, il gioco del colore, la scansione spaziale, l’interferenza luminosa.
Il processo compositivo, in ogni caso, trova alimento nella profondità della coscienza, nella sedimentazione culturale, declinanti gli orizzonti archetipici in valenze personali, che attingono alle frequentazioni umane, alla perspicuità dello sguardo consentendo di cogliere, nel pullulare delle proposte, quelle più consone ad una incoercibile e necessitante contemporaneità.
Boccini costruisce forme concettualmente chiuse, ad andamento generalmente circolare che funzionano come campo nel quale il tondo viene reiterato costruendo episodi che vanno da una generalizzazione spaziale a una forte densità organicistica. Affiorano intenti totemici evidenti nelle forme che si svolgono in verticalità. A volte, pare che l’artista voglia rompere il limite confinario attuando frantumazione nella linearità circolare, o inserendo linee dritte che assumono i connotati di energie germinanti dall’interno stesso della forma.
La variabilità delle opere di Lorenzo Giusto Acquaviva si costituisce come terreno sperimentale. La ceramica assume le valenze di topos, di ambito nel quale l’intrigante percorso plastico, la tensione cromatica si espandono, pervadendo con i rossi squillanti, le filature auree, le rugose e tattilmente incisive superfici. L’artista attinge a forme canoniche, di tradizione quale il vaso, il piatto, ma le utilizza per sperimentare dei rapporti che assumono valenze dialettiche di confronto tra e all’interno delle superfici, che presentano rotture e sezionatore quasi caleidoscopiche. Anche quando sembra affiorare una lontana memoria figurale, questa viene assorbita nel ritmo e nella ragione manipolatoria, svolta a volte, con un dettato elegante di linee indiziarie di una oggettualità quasi da design.
Luciano Marziano |
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C.L.S
- Ceramica Libera Sperimantale 1997 - 2008- Deruta - ITALIA |
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