Cotta Terra" Arte della Ceramica dalla Tradizione all'innovazione testo preso da Arte Ceramica, Nuove Generazioni

Superata la distinzione di ordine concettuale tra arte maggiore e minore, il lavoro ceramico ha acquisito legittimità nel contesto generale dell'esperienza artistica; con il transito, peraltro, dell'oggetto d'uso alla sculture, la ceramica, ha ritrovato una identità che potenzia gli strumenti del fare con, in primo luogo, l'uso sapiente della mano. La coscienza e la convinzione, sempre più lucidamente acquisite, di un fare " al limite", l'immediatezza comunicativa, affidata principalmente alla realtà della materia, ne hanno consentito l'immissione nel grande flusso dell'arte moderna. E di rispondere con una sua specificità ai problemi posti da questa, caratterizzati da intento analitico, dalla complessità combinatoria, da slittamenti e attraversamenti che imprimono al prodotto artistico una densità di stratificazioni in un arco di proposte declinate dalla presenza del segno che dalla quasi ineffabilità primaria si addensa e si aggrega in immagini o figurazioni complesse. ..........I lavori proposti dai partecipanti a questa mostra si muovono nel contesto operativo ora descritto. Essi espongono una varietà di proposte che riguardano anche l'utilizzazione di una variabilità materica che, partendo dalla basilare argilla colta nell'ampia gamma che va dalla semplice terracotta al gres, alla porcellana, alla majolica, perviene all'impiego del ferro, del rame, della tela, del legno, del cemento, del bronzo, ed altro ancora. ..........Par di poter ritenere che nel gruppo si collochino i sei di " CERAMICA LIBERA SPERIMENTALE " di Deruta, raccolti all'insegna di un emblematica ruota della quale essi dichiarano di formare i raggi. NICOLA BOCCINI elabora sculture simulacro, che rimandano alla memoria di figure ieratiche oppure assume il motivo del tondo che con piani sfalsati si precisa nell'analogia di una immagine riconoscibile come l'occhio. MIRCO CHIUCCHIU' rende la forma tradizionale del vaso con morbidezza di panneggi di ascendenza surrealista vicina a taluni stilemi daliani. MICHELE COGORNI propone vasi come teche, ostensori contenitori di misteri. Oppure rimanda ad un intento simbolico laddove la forma concava si apre all'esterno con la fuori uscita di un elemento di penetrazione. MARINO FICOLA allestisce strutture enigmatiche che richiamano antichi archi erosi dal tempo stelle sacralizzanti, contenenti crepe, erosioni come prodotte dalle turbolenze di un vulcano esplicitamente richiamato nei titoli. LUCA LEANDRI utilizza la forma del piatto, del vaso, della ciotola quale campo per operare interventi segnici. Con la loro aggregazione costituisce complessi installativi modulari che, reiterati rinviano alla scansione temporale e al flusso spazziale dato dai pieni e dai vuoti. GIAN LUCA TAMANTINI perviene alla spazialità con la plastica ascenzionale di sculture che si librano come libellule o con la germinazione da una forma madre di una serie di forme che alludono ad eventi risolti geometricamente.


Luciano Marziano



Curatori della mostra e del catalogo NINO CARUSO, LUCIANO MARZIANO, GIORGIO BONOMI
cotta terra

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