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Mi sono laureato in storia dell'arte all'Università "La Sapienza" di Roma, dopo aver conseguito il diploma all'Istituto d'Arte.
Socio dal 1972 al 1982 dello studio di ceramica Gallo, ho insegnato educazione artistica e storia dell'arte. Dagli anni 80 ho lavorato nel mondo dell'informatica che mi ha permesso di sperimentare l'arte multimediale.
Dal 2003 sono socio onorario del C.L.S.
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"L'arte è la conoscenza interiore in un rapporto conflittuale con il mondo esterno, è un viaggio dentro l'uomo.
Le percezioni provacano la coscienza artistica, la eccitano, la seducono, la irritano fino a che essa, cosciente della propria insanabile solitudine, spinta dall'egoismo della necessità di espressione, gode della sua capacità di comunicazione".
Giuseppe Agamennone
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"Ricordi d'infanzia" Museo Botton Castellamonte (Torino)
Amo usare le parole come appunti in versi: la loro armonia trasmetterà la stessa emozione dell'opera visiva (emozione e non descrizione), la fantasia della pittura, la concretezza della scultura nel trovare e scoprire una sensazione mai provata. Alcune mie opere toccano il limite del mondo concreto per penetrare in quello fantastico e non rimane loro che sembrare pertugi.
Utilizzo la lastra d'acciaio per catturare l'immagine di chi si pone davanti all'opera per renderlo in questo modo attore e protagonista dell'evento della sua visione.
Attraverso l'utilizzo di differenti materiali ho la possibilità di farli giocare tra di loro, ognuno con il proprio significato mantenuto dall'uso quotidiano, dove la ceramica assume il significato più alto.
Dal Barocco romano ho attinto alcuni concetti, come l'attimo del movimento indefinito inteso come codifica dell'infinito, la teatralità come spazio immaginario e la luce come sintesi ed unione. |
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"L'ultimo raggio di sole", 2000
Opera finalista al Premio Internazionale di Scultura "Terzo Millennio", organizzato da Terra Moretti.
L’opera nasce dal desiderio di voler mettere in equilibrio le forme con la natura.
Per la sua progettazione, l'artista ha adottato un metodo di analisi e riduzione linguistica che pone in evidenza la volontà di relazionare alcuni elementi, vento, acqua e luce.
Come l’ultimo raggio di sole dona la speranza per un altro giorno, così l’opera, con le sue tensioni, guarda fiduciosa al nuovo millennio.
Come il sole tramonta, così risorge.
E’ questo il concetto che l’artista ha voluto rappresentare, e lo fa attraverso la descrizione di quel momento indefinito che origina un dubbio, se la sfera sta per essere risucchiata dal caos o se ne è appena uscita.
L’inquietudine d’attesa generata da tale domanda, dall’interazione tra sfera e materia informe, esprime perciò il momento infinito; di contro il momento finito, rappresentato dalle aste nel loro leggero movimento.
Il vento attraversa le barre d’acciaio e le fa ondeggiare creando suono e movimento; la sfera, alta e con la sua perfetta immobilità, si lascia invece attraversare da un raggio di sole, l’ultimo del giorno, mentre il tutto poggia sicuro sulla salda pietra.
L’attuazione tangibile, ottenuta con un metodo costruito con la pratica, porta perciò l'artista a passare dalla bidimensionalità del progetto all'esecuzione tridimensionale della forma, dall'idea alla realizzazione polimaterica, a dimostrazione che l'idea genera un florido processo creativo partecipe del mondo che lo circonda, fatto di casi ed imprevisti.
D.ssa Margherita Cirulli |

"NERO E NON SOLO"
(ConCretamente Roma) Museo del Palazzo di Venezia (Roma)
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"IL Frutto"
Ceramica e Ottone 2009
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